EFFETTI SUL CORPO DEL CAMBIO STAGIONE

Il passaggio da una stagione all'altra impone al corpo un adattamento biologico legato. ad esempio, alla riduzione delle ore di luce, al calo delle temperature e al rientro ai ritmi lavorativi. Questo cambio di stagione genera risposte fisiologiche precise su diversi apparati:
1 Perdita di capelli: la caduta dei capelli tra settembre e novembre è un fenomeno fisiologico temporaneo
- Causa biologica: La variazione delle ore di luce altera la produzione di melatonina e prolattina, regolatori del ciclo del capello. I follicoli che durante l'estate si trovavano nella fase finale di crescita (telogen) giungono a scadenza contemporaneamente.
- Fattori aggravanti: I danni dai raggi UV e la disidratazione accumulati nei mesi estivi indeboliscono lo stelo.
- Durata: Tende a risolversi spontaneamente nell'arco di 4-8 settimane.
2 Acidità di stomaco e disturbi gastrici L'incidenza di gastrite, reflusso gastroesofageo e ulcera aumenta significativamente all'inizio dell'autunno.
- Causa biologica: Le variazioni della luce solare alterano i livelli di serotonina e cortisolo (l'ormone dello stress), stimolando il sistema nervoso autonomo a produrre più secrezione acida nello stomaco.
- Rientro ai ritmi: La ripresa dell'attività lavorativa, i cambi di orario dei pasti e lo stress, può accelerare lo svuotamento gastrico e aumentare la sensibilità delle mucose.
3 Energia e Umore, la riduzione delle ore di luce solare impatta direttamente sull'epifisi (o ghiandola pineale) e sull'ipotalamo.
- Calo di serotonina e sovrapproduzione di melatonina; Meno luce solare significa livelli più bassi di serotonina, provocando senso di stanchezza, fame di carboidrati e deflessione dell'umore. Quindi il corpo converte la serotonina in melatonina, innescando sonnolenza costante e letargia.
- Alterazione del cortisolo: Il cambio di ritmi e il minor riposo alterano il picco mattutino di cortisolo, rendendo più difficile il risveglio e la gestione del normale stress quotidiano.
4 Sistema immunitario, la maggiore vulnerabilità a raffreddori e malanni stagionali deriva dalla combinazione di fattori ambientali e fisiologici
- Risposta vasocostrittrice: L'abbassamento improvviso delle temperature causa la vasocostrizione dei capillari nella mucosa nasale e nelle vie aeree superiori. Meno sangue in circolo nelle mucose significa un arrivo ridotto di globuli bianchi (le prime difese del corpo) proprio dove i virus penetrano.
- Disidratazione delle mucose: L'aria autunnale più secca e l'uso dei primi riscaldamenti disidratano il muco nasale, che perde la sua naturale capacità meccanica di "trappola" per agenti patogeni.
- Fattori ambientali: Con il freddo si trascorre più tempo in luoghi chiusi e poco aerati, aumentando la concentrazione di virus e batteri nell'aria respirata.
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